Link 17 Maggio Per sconfiggere la maledizione del Game Chef || To defeat the Game Chef curse | Novanta minuti – Un gioco di Matteo Turini»
Link 10 Feb 9 note Games with Tarot Cards: A Tarot Hack For Trollbabe»

tarotgames:

It’s a very simple one: when faced with a conflict, draw a card.

  • Pip cards fit the usual range of 1-10 given by the d10 in the rules.
  • Court Cards indicate that the conflict will succeed if a relationship is used, or will be treated as a 5.
  • Trumps offer even more flexibility: they can be used…
Testo 28 Set

«I’m a sailor beg / and I lost my leg» [quot.]

Testo 28 Set

Chissà se le stelle esprimono desideri quando cadono le persone.

Citazione 23 Set
L’ultimo dei padani”: sul web la satira sulla Lega - Video - RepubblicaTv
— 

http://s.repubblica.it/qcmnjs

Io voglio questo genio!

Foto 12 Set 34 note martyghiri:

Se non lo state ancora guardando siete delle brutte persone #newgirl

Se non è geniale questo…

martyghiri:

Se non lo state ancora guardando siete delle brutte persone #newgirl

Se non è geniale questo…

Foto 3 Set 723 note Giustizia divina!

Giustizia divina!

via Bouncy Eye.
Citazione 3 Set 145 note
Spende meno il Diavolo a vestire Prada che Gesù Cristo a vestire il Papa
— so true (via martyghiri)

(Fonte: guerrepudiche)

Testo 3 Set 2 note

ilsignork:

Se Vasco Rossi invece di dire in televisione che è depresso e che ha il “male di vivere” (!) tentasse l’esperienza del suicidio, sono convinto che risolverebbe i suoi (e i nostri) problemi.

Vero?

Citazione 30 Ago

LA CAVALLA STORNA

Nella Torre il silenzio era già alto.
Sussurravano i pioppi del Rio Salto.
I cavalli normanni alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.
Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi
ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.
Con su la greppia un gomito, da essa
era mia madre; e le dicea sommessa:
“O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto;
il primo d’otto tra miei figli e figlie;
e la sua mano non toccò mai briglie.
Tu che ti senti ai fianchi l’uragano,
tu dài retta alla sua piccola mano.
Tu ch’hai nel cuore la marina brulla,
tu dài retta alla sua voce fanciulla”.
La cavalla volgea la scarna testa
verso mia madre, che dicea più mesta:
“O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
lo so, lo so, che tu l’amavi forte!
Con lui c’eri tu sola e la sua morte.
O nata in selve tra l’ondate e il vento,
tu tenesti nel cuore il tuo spavento;
sentendo lasso nella bocca il morso,
nel cuor veloce tu premesti il corso:
adagio seguitasti la tua via,
perché facesse in pace l’agonia…”
La scarna lunga testa era daccanto
al dolce viso di mia madre in pianto.
“O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
oh! due parole egli dové pur dire!
E tu capisci, ma non sai ridire.
Tu con le briglie sciolte tra le zampe,
con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,
con negli orecchi l’eco degli scoppi,
seguitasti la via tra gli alti pioppi:
lo riportavi tra il morir del sole,
perché udissimo noi le sue parole”.
Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l’abbracciò su la criniera
“O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!
a me, chi non ritornerà più mai!
Tu fosti buona… Ma parlar non sai!
Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!
Tu l’hai veduto l’uomo che l’uccise:
esso t’è qui nelle pupille fise.
Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t’insegni, come”.
Ora, i cavalli non frangean la biada:
dormian sognando il bianco della strada.
La paglia non battean con l’unghie vuote:
dormian sognando il rullo delle ruote.
Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:
disse un nome… Sonò alto un nitrito.

—  Giovani Pascoli

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